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Alla Statale di Milano tornano i videogame, Maggiorini 'Futuro anche lavorativo'

  • Scritto da Sara

Una giornata tutta dedicata ai videogiochi quella di oggi, 30 giugno, all'università statale di Milano con 'New Game Designer'.

 

Milano - “Il settore dei videogiochi è un settore culturale e va visto alla stregua di quello del cinema o di altre produzioni culturali. Dovremmo iniziare a considerare i videogiochi come un artefatto digitale, con una propria dignità”.

È quanto dichiara a Gioconewsplayer.it Dario Maggiorini, docente di Pong (Play Lab for Innovation in Games), il laboratorio di ricerca sui videogame dell'Università Statale, all'interno del dipartimento di informatica, che forma figure professionali tra le più richieste dall'industria videoludica internazionale. E oggi, 30 giugno, torna nell'ateneo milanese l'evento 'New Game Designer', che coinvolge le realtà più autorevoli del panorama videoludico internazionale.

“Il giocatore medio ha un'età di 35 anni e quindi il videogioco va visto come un prodotto culturale a tutto tondo. C'è il videogioco per bambini, ma c'è anche quello per adulti che rappresenta una fetta di mercato importante, da tenere in grande considerazione”.
E i numeri parlano chiaro. “Oggi il settore di produzione – continua il docente - ha un fatturato più alto di quello del cinema. E questo è un dato da tenere presente quando si parla di lavoro”.
Per questo uno sbocco professionale sul mondo dei videogiochi non è solo possibile, ma è anche una realtà.

“Circa il 60 percento delle persone che si sono laureate nel nostro laboratorio ha trovato lavoro nel settore videoludico. L'obiettivo principale di 'News Game Designer' è di fare orientamento e placement. Capire, quindi, che la formazione che si può fare sul mondo del gaming non è solo di tipo verticale. In questo contesto, quindi, si può entrate in contatto con le aziende di produzione che si trovano sul territorio milanese e lombardo. E dall'altro canto, le stesse imprese possono avere la possibilità di interagire con possibili talenti”.

Qual è il target di riferimento dei vostri corsi?

“In generale abbiamo più maschi tra gli studenti, perchè siamo all'interno del dipartimento di Informatica. Ma negli ultimi anni abbiamo avuto tra gli iscritti molte ragazze. I progetti portati avanti dagli studenti sono a tutto tondo: dal mobile all''online; dal multiplayer al gioco per singolo giocatore e noi incoraggiamo tutto e tutti”.

Come è organizzata la giornata?

“Durante tutto il giorno ci saranno stand delle aziende e la possibilità per gli alunni di fare dei colloqui. Poi ci sarà la mostra con i progetti realizzati dagli studenti e la premiazioni finale alle 17,30. Nel primo pomeriggio si tiene un convegno sul tema della storia dei videogiochi con nomi importanti delle multinazionali di spicco del settore (Namco Bandai), rappresentati del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci e del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell'università di Milano”.

Nel nostro Paese l'approccio ai videogame è ancora un po' prevenuto. Cosa ne pensa?

“In Italia abbiamo bisogno di un ricambio generazionale. I genitori di oggi devono capire che i bambini devono essere accompagnati all'interno dei videogiochi, come quelli di prima facevano con la televisione. La gente gioca, come fa tante altre attività, e quindi dobbiamo comprendere che il gioco è un'attività quotidiana”.

L'evento è nato dall'impegno didattico e scientifico della Statale in ambito videoludico e promosso in collaborazione con Aesvi, Ubisoft e Digital Tales.  

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