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Pokermon Go: spunta il Telefono Azzurro ed è caos in Corea

  • Scritto da Gt

Pokemon Go fa sempre più discutere: ecco il Telefono Azzurro mentre in Corea è caos per giocarci

"La nuova app Pokemon Go, che si preannuncia come una vera e propria tendenza dell’estate, impone una riflessione sui potenziali rischi di alcuni giochi online per bambini e adolescenti. Proprio in un momento delicato e critico come il periodo estivo, in cui i più piccoli non vanno a scuola, hanno più tempo libero, sono più soli e quindi sempre più connessi”. Lo sottolinea il Telefono Azzurro.

La realtà aumentata e la geolocalizzazione, che costituiscono i principi fondamentali del gioco, rischiano di esporre i piccoli giocatori a non pochi pericoli, primo fra tutti l’adescamento da parte di adulti malintenzionati, con gli scopi più diversi, dalla rapina all’abuso sessuale. Questo perché l’applicazione coniuga le basi del videogioco con il mondo reale: per catturare i pokemon occorre spostarsi fisicamente nello spazio. Episodi come quello del Missouri, dove tramite l’applicazione quattro rapinatori armati hanno attirato e derubato 11 adolescenti in una zona isolata, non devono più accadere. Così come devono essere scongiurati i rischi di investimenti o incidenti stradali, per distrazione.

“Nel mondo virtuale, purtroppo, le differenze di età sono annullate. E questo rischia di essere una grossa fonte di pericoli per i minori, che si ritrovano soli e senza difese, esposti alle mire di malintenzionati”, ha commentato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile. “E’ proprio in questi spazi, che si insinuano sempre di più i fenomeni dell’adescamento online e della pedofilia. Da un lato, occorre che bambini e ragazzi sviluppino una maggiore responsabilità nell’uso di questi strumenti. Su questo Telefono Azzurro promuove, da anni, attività di prevenzione, formazione nelle scuole, ascolto e intervento, con l’obiettivo di promuovere un uso sicuro del web. Dall’altro, sono le aziende sviluppatrici di nuove tecnologie a dover giocare un ruolo chiave per garantire che gli strumenti da loro promossi non possano in nessun modo mettere a rischio i minori”.

A causa delle restrizioni del governo su Google maps, il videogame sembra funzionare solo in zone specifiche che stanno attirando numerosi giocatori.
L'applicazione Pokèmon Go è stata lanciata ufficialmente il 5 luglio in diversi paesi, tra cui Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti, riscuotendo un ampio successo con oltre 10-50 milioni di download su Google Play e 5 milioni su un sito per applicazioni per Android.
I giocatori più incalliti sono riusciti però a guadagnarsi l'accesso a questo mondo virtuale utilizzando un account iTunes americano o australiano oppure con trasferimenti dell’applicazione tra dispositivi con sistema Android.
Ma questo non è stato possibile con gli utenti della Corea del Sud, che hanno riscontrato delle difficoltà di accesso. Infatti, una volta effettuato il login, sui loro smartphone è comparso un messaggio di errore che segnalava l'assenza di un segnale Gps.
Secondo quanto riferito da una fonte interna, l'applicazione del videogame non funziona bene se la condizione è quella di utilizzare Google maps. 
Nel paese vigono delle restrizioni rigide sui dati delle mappature resi pubblici per motivi di sicurezza e finché ci saranno rapporti di inimicizia fra la Corea del Sud e quella del Nord, si è optato per non divulgare informazioni riguardanti le posizioni delle basi militari, delle mappe in tempo reale o delle indicazioni sui trasporti privati. 
Secondo gli analisti di Newzoo, questa legge rappresenta una potenziale perdita di guadagni per la Niantic e la Pokèmon Company. La Corea del Sud è infatti il quarto mercato di giochi più vasto al mondo, dopo Cina, Stati Uniti e Giappone e Pokèmon Go avrebbe indubbiamente grandi prospettive di successo. Google sta cercando di ottenere una licenza speciale per utilizzare dati sulle aree sensibili, ma dal 2008 sino ad oggi non è ancora riuscita nel suo intento.
Tuttavia, in alcune aree del paese, il segnale Gps è eccezionalmente presente. In particolare, stando alle informazioni fornite dalle comunità di giocatori su internet, le zone ideali per poter effettuare un accesso è la città di Sokcho, nel nordest della penisola, e l'isola di Ulleung. 
Sokcho è adiacente al parco nazionale Seoraksan e molto vicina al confine con la Corea del Nord: per questo motivo, non è stata classificata come territorio sud coreano e dunque dispone di dati di mappatura sufficienti per poter giocare. Nella giornata di mercoledì si sono registrate numerose presenze nell'area indicata. Gli autobus in partenza da Seoul per Sokcho sono stati presi d'assalto.
E ovviamente la città sta cercando di sfruttare la situazione a suo vantaggio, pubblicizzandosi sui social media come “unico santuario di Pokèmon Go sulla penisola”. Gli utenti sudcoreani hanno manifestato il loro entusiasmo sui forum virtuali. Un utente ha dichiarato di essersi recato a Sokcho "non per le grandi attrazioni turistiche, ma per provare il nuovo gioco camminando per più di dieci chilometri. Questo viaggio mi ha soddisfatto più di tutti gli altri". 
La stessa cosa è accaduta a Ulleung, a 120 chilometri a largo della costa, dove si è verificata addirittura una rivalità fra turisti e residenti. Un utente dell'isola ha scritto: "Mi sono imbattuto in questo ragazzo di Ulleung, che è un turista, ma conquista tutti i posti come fosse un abitante locale. Mi vergognavo di essere un giocatore dell’isola e sono corso fino alla palestra [virtuale] per catturare un Pokèmon prima che lo facesse lui".
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