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Uk, effetti della Brexit sul calcio? Li predice Football Manager

  • Scritto da Fm

La versione 2017 di Football Manager, celebre gioco di calcio manageriale, propone tre scenari diversi per i giocatori in vista della Brexit.


I videogame, in molti casi, sono lo specchio dei tempi. E si adeguano anche ai mutevoli scenari politici. E' il caso di Football Manager, celebre videogioco di calcio manageriale, che nella versione 2017 in uscita il 4 novembre modificherà i suoi schemi in vista della Brexit, l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea.

 

Una scelta, appoggiata per referendum dalla maggioranza degli inglesi, che avrà ripercussioni anche sulla composizione delle squadre di calcio. Come già accade in Italia, ci sarà un limite ai giocatori extracomunitari, compreso fra 17 a 4, che potrebbero dover chiedere il 'permesso di lavoro' per continuare a giocare nel Regno Unito.


TRE SCENARI - "Per quanto ne so, è la prima volta che un gioco per computer ha provato a prevedere il futuro di un Paese", commenta Miles Jacobson, ceo di Sports Interactive, l’azienda creatrice di Football Manager che nell'attesa di conoscere come il Governo inglese darà attuazione alla Brexit ha ipotizzato tre scenari. Si va dalla Soft Brexit, senza vincoli per il movimento dei giocatori tra le nazioni, alla Middle Brexit, che estenderebbe ai calciatori la stessa esenzione dal permesso di lavoro prevista per chi lavora nel mondo dello spettacolo. Infine c'è l'Hard Brexit, con l'equiparazione dei giocatori 'europei' agli extracomunitari.

 

BREXIT NEGATIVA - Ma Jacobson manifesta comunque la sua contrarietà alla Brexit. "Non è una cosa positiva per il calcio in questo Paese. Amo la Premier League così com’è. Se venisse posto un limite ai giocatori non britannici, non è detto che questo aiuti il campionato, perché i giocatori inglesi non sono della stessa qualità dei migliori giocatori stranieri. Se queste regole fossero già in atto, infatti, giocatori come N’Golo Kante e Dimitri Payet non sarebbero stati in grado di ottenere i permessi di lavoro per giocare in Premier League. Tuttavia, l'allora presidente della Federcalcio inglese, Greg Dyke, disse che era ancora troppo presto per sapere in che modo l'effetto Brexit influenzerà il calcio britannico".
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