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Pokemon Go in chiesa: blogger russo rischia 5 anni di carcere

  • Scritto da Redazione

E' costato caro Pokemon Go al blogger russo Ruslan Sokolovski, il quale rischia 5 anni di carcere.

Una bravata che potrebbe costare 5 anni di reclusione al giovane blogger russo Ruslan Sokolovski. Il 22enne, infatti, ha pensato bene di dare la caccia ai famosi 'mostriciattoli' di Pokemon Go in chiesa, filmando il tutto. Per questo è finito in carcere con l’accusa di "istigazione all’odio" e "violazione del diritto alla libertà di coscienza e di religione".

Sokolovsky si è filmato mentre giocava a Pokémon Go nella chiesa di tutti i santi di Yekaterinburg in agosto e ha pubblicato il video su YouTube. Ha detto che era stato ispirato dall'aver visto un segmento di telegiornale che avvertiva le persone che avrebbero potuto essere multate o imprigionate se avessero giocato al gioco nelle chiese.

All'inizio del video, prima di entrare in chiesa, Sokolovsky dice alla telecamera: "Per me è una sciocchezza totale. Chi mai sarebbe offeso se si entra in una chiesa con lo smartphone? Come diavolo si potrebbe essere arrestati per questo?".

Il suo ottimismo si è rivelato fuori luogo. E' stato arrestato i primi di settembre e in caso di condanna rischia fino a cinque anni di carcere. 

Un giudice ha stabilito che Sokolovsky deve essere tenuto agli arresti domiciliari in attesa del processo e gli è stato proibito di usare internet o parlare con testimoni del caso. Ma per il suo compleanno avrebbe ricevuto la visita della sua ragazza. Per tale motivo un tribunale di Ekaterinburg lo ha arrestato prima del processo, perchè ha infranto le regole dei suoi arresti domiciliari, parlando con la sua fidanzata.

"Non ho mai veramente parlato con lei. Mi ha detto buon compleanno e le ho chiesto di andarsene. E poi si è presentato un poliziotto", ha detto Sokolovsky alla Corte.
Sokolovsky aveva precedentemente criticato la Chiesa ortodossa russa nel suo video blog e il suo caso ricorda quello del punk Pussy Riot, che ha trascorso due anni in prigione per l'esecuzione di una 'preghiera punk' nella più grande cattedrale di Mosca. 
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