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Alla Camera si discute di una 'via italiana al videogioco'

  • Scritto da Sm

Alla Camera dei deputati prosegue la discussione sulla 'Disciplina del cinema e dell'audiovisivo' che riguarda anche i videogame.

 

Si parla anche di videogiochi alla Camera dei deputati, nella discussione sulle linee generali e l'esame del disegno di legge 'Disciplina del cinema e dell'audiovisivo', approvato dal Senato.

 

Secondo Antonio Palmieri (Fi) sottolinea come i temi dell'animazione e dei videogiochi "sono due ambienti apparentemente molto lontani fra loro, ma uniti dal fatto che rientrano nella definizione di audiovisivo che la legge dà all'articolo 2, e consentono in questo modo di continuare a lavorare per la creazione e per l'irrobustimento di una via italiana all'animazione ed una via italiana al videogioco. Ci sono aziende e ci sono esponenti esperti dei settori che da anni si battono per trovare un adeguato riconoscimento da parte delle istituzioni, e con questa norma finalmente andiamo in quella direzione".

 

Ma secondo il deputato "il fatto positivo dei 400 milioni, l'allargamento all'accessibilità, all'animazione e ai videogiochi viene malamente compensato, compensato tra molte virgolette, dal fatto che realmente qui non sappiamo che cosa accadrà, perché il Ministero, il Governo si arrogano il diritto di scrivere in effetti quella che sarà la futura legge sul cinema e sull'audiovisivo. Diciamo che è un modo di agire da combinato disposto che si rivede nuovamente nella vicenda referendaria, perché così come la riforma della Costituzione viaggia di pari passo con l'Italicum, con la legge elettorale, anche in questo provvedimento lo schema è sempre lo stesso: si agisce con un testo che il Parlamento approva, nel nostro caso, come ho detto prima, in un modo assolutamente non emendabile, per poi dare carta bianca al Governo di fare come meglio crede, con deleghe ed indicazioni, in alcuni casi in questo testo, devo dire, un po’ più precise, in altri casi, e nuovamente ancora in questo testo, molto lasche".
Roberto Rampi (Pd) aggiunge: "Un ruolo fondamentale, lo citava il collega Palmieri, è l'apertura all'audiovisivo come termine generale, alla fiction, ma anche all'animazione, ma anche al videogame e al linguaggio del videogame e cioè dire – lo abbiamo dato per scontato, è positivo che lo abbiamo dato per scontato, ma scontato non è – che il cinema non è più solo quella forma che si è consolidata storicamente, ma che è cinema tutto l'insieme di un linguaggio che parla per immagini, per suoni, per parole, e in motion, in movimento, in tante forme diverse. Oggi, ad esempio, nel mercato del videogioco c’è tantissimo di quei nuovi talenti, di quei nuovi linguaggi, e per la prima volta trovano spazio. E c’è la funzione della scuola. Noi lo avevamo anticipato nel percorso che abbiamo fatto sulla legge 107, avevamo presentato anche degli emendamenti, che erano passati, per inserire il linguaggio del cinema tra quelle attività che nel rispetto dell'autonomia, però, venissero promosse dalle scuole italiane. Oggi, entrando in questa legge, e venendo sostenuto anche economicamente, questo fa un ulteriore passo avanti. Ho lasciato questo per ultimo, perché, opportunamente, questa legge, come dovrà fare anche quella sullo spettacolo dal vivo, come fanno alcuni provvedimenti importanti del Governo degli ultimi mesi, si pone il problema non solo dell'offerta ma anche della domanda".

 

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