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Football manager non parla cinese, produttori minacciati

  • Scritto da Redazione

Il capo di Sports interactive, Miles Jacobson, ha ricevuto minacce di morte per l'assenza del cinese fra le lingue di Football manager 2017.


E' tutto pronto per l'uscita della nuova versione di Football manager, celebre videogame di calcio manageriale in arrivo negli store di tutto il mondo il 4 novembre. Ma non fila tutto liscio, almeno per Sports interactive, sua casa produttrice. Il suo capo, Miles Jacobson, ha infatti ricevuto minacce di morte... per l'assenza del cinese fra le opzioni linguistiche del gioco.

 

Il fatto non ha scosso più di tanto Jacobson, che ha risposto alle minacce con un post su Facebook: "Qualcuno ha dei problemi per il fatto che FM2017 non sia stato tradotto nella lingua cinese: lo accetto, ma non do ragione a chi sostiene che abbiamo arrecato danni a tutto il popolo asiatico. Non è la prima volta che ricevo minacce di morte: attaccare la famiglia di qualcuno per un videogioco è inaccettabile".


Il gioco invece contiene un riferimento specifico alla Brexit, l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea appoggiata per referendum dalla maggioranza degli inglesi. Una scelta che avrà ripercussioni anche sulla composizione delle squadre di calcio, con l'introduzione di un limite ai giocatori extracomunitari, compreso fra 17 a 4, che potrebbero dover chiedere il 'permesso di lavoro' per continuare a giocare in terra anglosassone. Il videogame infatti ipotizza tre scenari. Si va dalla Soft Brexit, senza vincoli per il movimento dei giocatori tra le nazioni, alla Middle Brexit, che estenderebbe ai calciatori la stessa esenzione dal permesso di lavoro prevista per chi lavora nel mondo dello spettacolo. Infine c'è l'Hard Brexit, con l'equiparazione dei giocatori 'europei' agli extracomunitari.

Fra le feature di Football Manager 2017 spicca la possibilità per tifosi e addetti ai lavoroi di esprimere un giudizio sulle prestazioni dei giocatori direttamente su Facebook, di creare un modello tridimensionale del proprio volto, e soprattutto di fare 'precontrattazione' con gli agenti dei calciatori, come già accade nella realtà.
Ancora una volta quindi, il calcio dei giochi è sempre più vicino a quello vero, anche se virtuale.
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