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Videogiochi: si punta su responsabilizzazione operatori

  • Scritto da Sm

Nuove disposizioni sulla classificazione dei videogiochi italiani con l'approvazione del Ddl 'Disciplina del cinema e dell'audiovisivo'.

 

 

La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge 'Disciplina del cinema e dell'audiovisivo', passata già in Senato. L'articolo 33 conferisce una delega al Governo per la soppressione delle Commissioni per la revisione cinematografica e per il varo di una nuova modalità di accertamento delle modalità di tutela per i minori nella visione di opere cinematografiche e audiovisive (videogiochi compresi), basata sulla responsabilizzazione degli operatori circa la classificazione delle opere ai fini della tutela dei minori e sull’istituzione di un organismo di controllo presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo sulla correttezza ed efficacia di tale classificazione.

IL DIBATTITO IN AULAAntonio Palmieri (Fi) sottolinea: "Oltre l'accessibilità, il tema, appunto, dell'animazione, che finalmente è a pieno titolo messa nel novero delle opere audiovisive, assieme al tema dei videogiochi. Animazione e videogiochi viaggiano insieme perché, grazie a questo provvedimento, noi speriamo si possa irrobustire una via italiana all'animazione, che ha già un'antica tradizione, ma che in questi ultimi anni è stata messa sotto anche dalle politiche sbagliate fatte dalla Rai in termini di messa in onda di produzioni di animazioni italiane, e, appunto, il tema dei videogiochi, dove ci sono, accanto ai colossi multinazionali, aziende fatte da ragazzi e non più giovani italiani che hanno la possibilità e vogliono competere, perché sono capaci di stare nel mercato, e che in questo modo io spero possano trovare una modalità che impedisca di dover necessariamente andare a lavorare all'estero presso le grandi multinazionali".

Roberto Rampi del Pd aggiunge: "Da questo punto di vista aprire – e lo diamo per scontato – al mondo complessivo dell'audiovisivo, aprirsi alla fiction, aprirsi all'animazione, aprirsi anche al videogioco, cioè a linguaggi e ad estetiche nuove, significa esattamente intercettare quello che potrebbe essere stato tanti anni fa il cinema italiano classico nella forma che noi conoscevamo, con un impegno particolare che diventa una cifra di tanti provvedimenti sulla cultura che stiamo portando avanti, non solo sull'offerta culturale, che va rafforzata, ma soprattutto sulla domanda culturale, che è uno dei problemi di questo Paese, dove esistono anche grandi disparità territoriali e dove noi dobbiamo ingegnarci ed essere anche più creativi per rafforzare la domanda. In questo provvedimento lo si fa partendo da un punto fondamentale a cui – me lo faccia dire – io credo moltissimo e, cioè, quell'articolo che prevede risorse per gli interventi nella scuola che noi avevamo già iniziato a pensare con la legge n. 107 del 2015 ma che con questo provvedimento ottengono risorse corpose, perché noi nella scuola lavoriamo tanto alla capacità dei nostri giovani di decriptare i linguaggi dell'immagine, di recuperare un analfabetismo iconico che esiste e che è misurato in Italia, ma lavoriamo anche alla creazione di nuovi pubblici e, perché no, di nuovi artisti e di nuovi creativi che faranno il cinema, la fiction, l'audiovisivo e l'animazione di domani".
Secondo Giorgio Lainati (Scci-Maie) è "positivo, a mio avviso, a nostro avviso, anche le tutele contenute rispetto alle questioni della pornografia, il gioco, la tutela dei minori e le minoranze linguistiche".

 

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