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Il gioco del Suggeritore di Carrisi, dove reale e irreale si confondono in un videogame

  • Scritto da Giulio Spacca

Il gioco del Suggeritore, di Donato Carrisi, è un libro thriller che tiene il lettore attaccato alle pagine dove reale e surreale si sovrappongono in un videogioco. 

“Si chiamavano “suggeritori” o “killer subliminali”, il più famoso era stato Charles Manson. Si circondavano di adepti e costituivano “famiglie”. Uccidevano attraverso gli altri. Sceglievano un tramite, lo plagiavano e infine lo convincevano ad assecondare i propri istinti più oscuri. I suggeritori non avevano alcun rapporto con la vittima, non avevano nessun contatto con lei, non la toccavano. Spesso non la conoscevano perché non erano loro a designarla. Lasciavano che fosse l’adepto a sceglierla, scavando nel proprio desiderio o nella propria rabbia. Loro non assistevano quasi mai all’uccisione… Il loro scopo non era la morte e, paradossalmente, nemmeno fare del male. Anzi, quest’ultima era una conseguenza del tutto secondaria rispetto alla vera ragione che li muoveva. Il potere di cambiare le persone, di trasformare innocui individui in sadici assassini.”
E’ un brano significativo, tratto dall’ultimo thriller di Donato Carrisi, Il gioco del Suggeritore, ed. Longanesi, uscito lo scorso dicembre 2018, che spiega bene il ruolo del Suggeritore secondo l’autore, che torna su questo personaggio dopo dieci anni dal primo.

Per la trama è presto detto. Arriva una chiamata al numero della polizia verso sera da una fattoria isolata, a una quindicina di chilometri dalla città. A chiedere aiuto è la voce di una donna, spaventata. Ma sulla zona imperversa un violento temporale, e la prima pattuglia disponibile riesce a giungere soltanto ore dopo. Troppo tardi. Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che lascia gli investigatori senza alcuna risposta possibile, soltanto un enigma. C’è un’unica persona in grado di svelare il messaggio celato dentro al male, cacciatrice di persone scomparse che si è ritirata a vivere un’esistenza isolata in riva a un lago, con la sola compagnia della figlia Alice: è Mila Vasquez che sarà pienamente coinvolta. L’indagine infatti la riguarda da vicino. Più di quanto lei stessa creda. Ed è così che comincia a prendere forma un disegno oscuro, fatto di incubi abilmente celati e di sfide continue. Il male cambia nome, cambia aspetto, si nasconde nelle pieghe fra il mondo reale e quello virtuale in cui ormai tutti trascorriamo gran parte della nostra vita, lasciando tracce digitali impossibili da cancellare. È un gioco, ed è soltanto iniziato. 
Timore e tremore, citando Kierkegaard, dove il cavaliere della fede è proprio Mila Vasquez che dovrà scendere nei meandri più profondi del suo io, nei suoi stessi incubi per ritrovare se stessa e accedere alla verità. Mila dicevamo viene coinvolta in pieno, affetta da alessitimia, cioè l’incapacità di provare emozioni, viene messa più volte duramente alla prova. Ritornerà ad assaporare un’aria putrida tanto da sentirne gli effetti: “Il freddo che sentiva non veniva da fuori, ma da dentro di lei. Era l’alito dei morti. Si diceva che gli sbirri che si occupavano di omicidi dopo un po’ avessero il fiato cattivo. Per anni Mila aveva inalato quell’aria putrida, gravida di morte. Ancora adesso avvertiva un sapore amaro in bocca ed era certa che l’odore non se ne sarebbe più andato. Anche per questo non baciava mai sua figlia. Nutriva il timore che lei se ne accorgesse.”
Donato Carrisi tiene il lettore come una corda tesa, senza concedere respiro. Pagina dopo pagina si alternano personaggi quali: Enigma, Pascal, Alice, Joshua, che ruotano tutti attorno ad un gioco, in particolare ad un videogioco, in cui reale e irreale si sovrappongono. Il tutto condito dalla presenza di droghe, acidi chiamati “Lacrime d’Angelo” che aiutano i viaggiatori, dotati di notebook, visori e joystick, ad affrontare l’orrore in quello che viene chiamato l’Altrove interattivo. Ma solo quella è la strada che porta alla scoperta della verità da cui proviene ogni male: il viaggio nel gioco. Da questo punto di vista Carrisi azzarda una sorta di analisi sociologica sui pericoli insiti nelle nuove tecnologie, soprattutto sulla incapacità diffusa tra le persone di capire quanto sia pericoloso utilizzare i propri dati personali nella rete. La paura al tempo di internet appunto. Il ritmo e la narrazione sono molto vicini al filone del noir americano. Resta il fatto che Il gioco del Suggeritore è un thriller mozzafiato, molto avvincente e ricco di colpi di scena. Da leggere.
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