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Il wayfinding per sviluppare architetture sempre più perfette nei videogiochi

  • Scritto da Gt

I videogiochi sempre più specializzati nell’architettura: i players chiedono che la resa degli ambienti sia sempre più complessa, sofisticata e coerente. 

Il gioco è anche scoprire come vengono resi i dettagli. Gli sviluppatori rispondono adottando le tecniche del wayfinding, come la scelta dei colori, le dimensioni degli edifici e la luce. Tutti funzionali a guidare e far divertire i player in questi immensi spazi. Ormai da anni chi realizza videogiochi non si limita a creare livelli difficili, storie credibili e personaggi interessanti, ma punta a costruire mondi virtuali sempre più sofisticati.

All’utente medio non basta più far saltare SuperMario da un livello a un altro per ottenere monetine, o far correre Hyrule alla ricerca della sua Zelda sconfiggendo i boss di turno. La bellezza di un videogioco è data soprattutto dalla capacità di creare un mondo così complesso, coerente e da invogliare il giocatore a scoprirne ogni dettaglio prima di completare la storia principale, spesso scarna. Un mondo dentro un mondo.

Come analizza Linkiesta.it, con il miglioramento dei motori di gioco, la progettazione dell’ambiente non è più solo accennata per metafora, come la parete di un castello per indicare il mondo fantasy medievale o uno sfondo di palazzi con giganteschi megapixel per dare l’idea della città.

Ormai l’ambientazione è diventata una componente imprescindibile per permettere ai giocatori di immergersi nel videogioco. Come spiega un articolo recente del Financial Times, i game designer stanno approfondendo sempre di più le tecniche dell’architettura come l’uso dei colori, le dimensioni degli edifici e l’uso della luce per guidare i giocatori in questi immensi spazi. Un tunnel invita l’utente a correre in avanti, una zona d’ombra può essere usata per attirare l’attenzione verso l’area dove si richiede lo spostamento, uno spiazzo con edifici molto lontani tra loro spinge invece il videogiocatore a rallentare o esplorare alla ricerca di un’arma o uno strumento per poter avanzare nel livello successivo.

La filosofia di fondo è quella del wayfinding, ovvero sfruttare la naturale propensione umana per l’orientamento. Nel mondo reale le persone sono abituate a reagire a un certo modo all’architettura circostante: un muro, un tunnel, una strada illuminata ci spingono naturalmente verso una direzione.
Ma mentre gli edifici nel mondo reale spesso servono per creare una protezione verso l’esterno – una casa tutela la nostra privacy, un ufficio ci permette di lavorare senza essere distratti dall’esterno – nei videogiochi le costruzioni sono funzionali all’azione, stimolano l’ingegno e provano i riflessi dell’utente. Chi ha giocato a Fortnite sa che una scala non serve solo per salire i piani di un edificio ma può essere utile anche a nascondersi o a evitare una pallottola di un altro giocatore.
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