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Videogame e Amusement: così fan tutti, anche Netflix che crea il suo store

  • Scritto da Vincenzo Giacometti

Anche Netflix sta cercando di espandersi nel settore dei videogiochi con un nuovo servizio in stile Apple Arcade.

Il gaming rappresenta una torta troppo grande per essere ignorata da qualunque gigante della finanza e, soprattutto, per quelli che lavorano nel ramo iTech. Per questo, dopo i diversi passaggi già compiuti dai vari colossi come Apple, Google o Facebook, adesso potrebbe toccare a Netflix tentare la fortuna nel campo dei videogame. Stando alle indiscrezioni pubblicate dal quotidiano The Information, Netflix starebbe infatti cercando di assumere un dirigente per supervisionare un'espansione nei videogiochi, un segnale del fatto che l'azienda sta intensificando i suoi sforzi per crescere oltre il tradizionale intrattenimento cinematografico.

La notizia avrebbe come fonte dei soggetti vicini all'azienda e all'operazione in questione. Aggiungendo peraltro che la società di streaming sarebbe interessata soprattutto a rilasciare giochi tramite un abbonamento in forma "bundle", per un servizio che, detto così, sarebbe qualcosa di molto simile ad Apple Arcade. Un portavoce di Netflix ha anche confermato le indiscrezioni affermando che la società è "entusiasta" di poter fare "di più con l'intrattenimento interattivo".
"I nostri utenti apprezzano la varietà e la qualità dei nostri contenuti", ha detto il portavoce a Polygon. "È per questo che abbiamo continuamente ampliato la nostra offerta: da serie a documentari, film, originali in lingua locale e reality. Agli utenti piace anche interagire in modo sempre più diretto con le storie che amano, attraverso spettacoli interattivi come Bandersnatch e You v. Wild, o giochi basati su Stranger Things, La Casa de Papel e To All the Boys”. Da qui la scelta di puntare sempre più sull'interazione con l'utente e, quindi, sull'intrattenimento interattivo.
Del resto, questa non sarebbe certo la prima incursione di Netflix nei videogiochi. La società ha precedentemente ospitato una serie di spettacoli interattivi scegli la tua avventura come Black Mirror: Bandersnatch e ha persino rilasciato i propri videogiochi basati sulla serie Stranger Things.
Oltre ad aver annunciato di recente anche la prossima serie dedicata a League of Legends. Quasi a voler spianare la strada al passaggio successivo nel mondo del gaming.

Sta di fatto tuttavia che al giorno d'oggi il panorama globale dell'entertainment, nella sua accezione più vasta, non può escludere nessuna forma di intrattenimento né alcuna tecnologia. Ed è già fin troppo evidente dalle tante interazioni già esistenti: soprattutto tra cinema e videogame. Basti pensare al lancio in anteprima assoluta dello scorso anno dell'ultimo film di Christopher Nolan “Tenent, avvenuto attraverso il videogame Fortnite, che spopola tra i giovani e tra gli appassionati di esports.


E anche se in molti potranno considerare questo ulteriore sviluppo che vede scendere in campo nel gaming un ulteriore colosso come Netflix come un'assoluta buona notizia, a poterlo (doverlo?) considerare un vero e proprio rischio sono invece le altre società attualmente leader nel mondo del gaming che potrebbero rischiare di vedere cannibalizzata la loro offerta di gioco. Un tema che era già emerso in qualche modo all'interno dell'industria del gaming online, analizzando lo spostamento graduale della domanda e dell'offerta anche del gioco “di azzardo” verso i cosiddetti casual games. Un passaggio che, se da un lato aveva il merito di ampliare la base degli utenti rispetto al pubblico specializzato, dall'altro rischiava di poter traghettare in un futuro più o meno prossimo l'intera utenza verso altre offerte. Come appunto quelle dei grandi colossi dell'intrattenimento che oltre ad avere enormi capitali da investire nello sviluppo, conoscono fin troppo bene i gusti e le tendenze dei consumatori, attraverso i dati in loro possesso e potendo sfruttare la leva dei loro potenti algoritmi, già oggi in grado di orientare pesantemente le scelte di consumo degli utenti.
Sarò forse un caso, quindi, che anche Sony ha pensato di implementare un'offerta di scommesse all'interno delle sue console? Nient'affatto. Ma chissà se anche qui dovrà vedersela, prima o poi, con Netflix o chissà quale altro colosso.

 

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