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Free guys, il mondo del videogame spiegato bene

  • Scritto da Daniele Duso

Il film uscito su Disney Plus sta raccogliendo consensi. Tra camei, trovate d'ingegno e rievocazioni riesce a spiegare bene il mondo del videogame.

Free Guys, che in italiano è stato tradotto con Eroe per gioco, è uscito il 29 settembre su Disney Plus, il canale digitale dedicato ai ragazzi, ma è un film che, stranamente, sta riscuotendo consensi anche tra i più grandi, in molti casi genitori. Racconta la storia di uno di quei personaggi dei videogame gestiti dall'intelligenza artificiale, inseriti nel gioco per dare colore all'ambientazione, e divertire i giocatori. Ma cerchiamo di non fare spoiler.

Nel raccontare la vita ripetitiva del protagonista, un Npc (in italiano Png, personaggio non giocante), interpretato da Ryan Reynolds, il film presenta numerosi camei, riferimenti più o meno attesi a film e videogiochi del passato, oltre a dare uno spaccato della vita del programmatore di videogame (guardacaso il publisher del film ricorda, nel nome, una famosissima casa produttrice di videogame). E sono questi gli aspetti che più piacciono, oltre ovviamente a una trama che crea una distopia in chi guarda e, come avviene nel cinema, si identifica con il personaggio.

A livello cinematografico il film viene accostato per alcuni verso a titoli come The Truman Show oltre all'ovvio riferimento Player Number One (film di qualche anno fa, sempre ambientato nel mondo videoludico), ma anche ad altre pellicole, come Last Action Hero e film dell'universo Marvel, così come alla serie tv degli anni Ottanta Ralph supermaxieroe.

Nel contempo è impossibile, guardandolo, non riconoscere i riferimenti ai videogiochi più in voga del momento, come Fortnite, Minecraft, Fifa, Rainbow Six, come anche la notissima serie Gta (nella quale i personaggi non giocanti fanno spesso una brutta fine) e giochi di qualche tempo fa come Portal e Half-Life

E poi i tanti riferimenti agli streamer (con la presenza, nel film, di alcuni volti ben noti al grande pubblico) e soprattutto al mondo della programmazione, alla vita quotidiana di chi realizza videogiochi, perennemente in bilico tra il desiderio di sviluppare la propria idea originale e la richiesta del publisher di seguire la moda del momento.

Sono questi gli elementi, assieme alla storia di un protagonista spesso in balia degli eventi (prima del "riscatto" finale) che fanno la forza del film e lo rendono veramente piacevole da guardare, anche per chi non è più un ragazzino. Per apprezzarlo basta essere solo un po' nerd, o amare un poco il mondo dei videogame e della fantascienza, o magari avere un po' di curiosità per le tecnologie più in voga al giorno d'oggi e per un mondo che ha molte più sfaccettature di quanto si potrebbe pensare.

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