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Natale salvo per le console ma la crisi dei semiconduttori colpisce ancora nel 2022

  • Scritto da Gt

La crisi del mercato dei semiconduttori sta mettendo in crisi il mercato dei videogiochi e anche di altre 169 industrie.

Tranquilli, per Natale qualche console in più dovrebbe essere in distribuzione. Tuttavia la crisi della Cina per la produzione dei semiconduttori rischia di rendere sempre più rare e introvabili Playstation e Xbox. E il problema potrebbe anche essere esteso a tutta la popolazione mondiale, non solo ai gamers. Secondo una analisi sarebbero 169 le industrie colpite dalla crisi.

Ma quale sarebbe il problema? Stando a quanto riportato dai media locali, nel mese di ottobre la produzione di semiconduttori in Cina avrebbe registrato un’altra battuta d’arresto. Il secondo stop mensile dopo settembre. Per la precisione nei resoconti si menziona una discesa a 30,1 miliardi di componenti contro i 30,4 di settembre, a sua volta in discesa rispetto al record di 32,1 miliardi nel mese di agosto. Per dare un’idea di quanto la catena della produzione sia intasata basti pensare che il tempo necessario ad un ordine di passare dalla carta all’effettiva realizzazione è salito a dodici mesi (in pratica bisogna inoltrare il proprio ordine oltre un anno prima).

E ormai quando le grandi catene di elettronica annunciano l’arrivo di nuove scorte delle console, quest’ultime vanno esaurite in pochi minuti.  Com detto, proprio in queste ore, alcune grandi catene italiane sembra abbiano messo le mani su discrete partite di pezzi da vendere. Ma se avete un figlio che per Natale vuole il prezioso giocattolo, beh, sbrigatevi ad ordinarlo. Anche perché potrebbe già essere troppo tardi.

Intanto nel 2022 Sony prevede di produrre un milione di Playstation 5 in meno. Lo ha reso noto Bloomberg (ma poi la notizia l’hanno rilanciata tutte le principali testate del settore e non) guardando ai numeri che il colosso giapponese aveva inserito nei propri piani per gli investitori. Lo scorso marzo si parlava di circa 16 milioni di Playstation 5 prodotte mentre recentemente Sony avrebbe posto l’asticella a 14,8 milioni di unità, anche se l’informazione non è classificata al momento come di “dominio pubblico”, pur essendo stata captata da ambienti interni alla società. Non è un problema di domanda e neanche di forza lavoro che non mancherà mai. Il fatto è che senza il processore una console è solo una scatola costosa. Il processore è infatti il cervello della console, ciò che le permette di realizzare i calcoli necessari, elaborare la grafica che poi si vede sullo schermo, e così via. Il problema è serio. Lisa Su, amministratore delegato di AMD (l’azienda che produce i processori contenuti all’interno delle nuove Playstation e Xbox) ha dichiarato: “Siamo sempre andati incontro a cicli di alti e bassi, dove la domanda superava l’offerta, stavolta però è diverso”. Per aumentare la produzione in maniera considerevole serve tempo: “Potremmo impiegare tra i 18 e i 24 mesi per mettere su un nuovo impianto, in alcuni casi anche più, investimenti che abbiamo cominciato all’incirca un anno fa”. Il calcolo così è presto fatto: bisognerà attendere almeno la metà del 2022 per poter riuscire a vedere qualche luce nella nebbia dei semiconduttori.

E, come detto, il problema non è solo dei videogiochi. Oramai qualsiasi elettrodomestico o mezzo di trasporto contiene al suo interno chip del tutto simili a quelli impiegati e tanto bramati da Sony, Microsoft e Nintendo. Senza quest’ultimi gli stabilimenti sono costretti a chiudere. Volkswagen e Stellantis hanno già dato la colpa alla mancanza di semiconduttori dei risultati economici sotto le aspettative nell’ultimo trimestre, elemento che le ha costrette a ridurre l’offerta di esemplari. Recentemente Bmw ha annunciato che i suoi prossimi modelli saranno sprovvisti del pannello centrale touchscreen. La Ford, secondo Autocar, sarebbe arrivata a spedire alcuni modelli delle proprie auto senza navigatore satellitare, che invece era previsto nella dotazione di optional Meglio senza navigatore che senza auto, questo il ragionamento che sta portando i grandi marchi a tirare dritto e riprendere le consegne. Quindi i videogiochi possono avere ulteriori problematiche non essendo un bene di prima necessità, è possibile che le console e altre forme di intrattenimento scivolino indietro nelle scadenze per i produttori allungando ulteriormente i tempi di produzione. 
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