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Blitkrieg!, la guerra lampo diventa un gioco da tavolo

  • Scritto da Daniele Duso

Il gioco ideato dal game designer Paolo Mori si rifà a reali vicende storiche della Seconda Guerra mondiale.

Di primo acchito può ricordare il più famoso Risiko, ma in realtà Guerra Lampo - Blitzkrieg!, edito da Giochix, è un gioco da tavolo differente, se non altro perché basato su reali vicende storiche. Il gioco ideato da Paolo Mori, infatti, rappresenta l'estensione del secondo conflitto mondiale su scala globale e l'ampiezza delle potenze coinvolte, ma non limitandosi al piano militare, bensì considerando tutti i diversi fronti. Il gioco rappresenta un ottimo punto di partenza per scoprire il fascino del gioco da tavolo ad ambientazione storica.

Nonostante ciò si tratta di un gioco piuttosto semplice, adatto a giocatori dai 14 anni in su, giocabile in 1-2 persone, dunque anche in modalità solitaria, attraverso una variante inclusa nelle regole. Una partita dura circa 20-45 minuti, altra differenza rispetto ad altri giochi simili che richiedono tempi ben più lunghi. 

La partita inizia dalla scelta della coalizione con la quale giocare: l'Asse o gli Alleati. L'obiettivo dei giocatori è quello di ottenere il controllo dei principali teatri di guerra nel mondo, grazie ad un opportuno schieramento delle proprie forze armate. Forze che sono costituite da esercito, marina ed aeronautica che, nel corso della partita, avranno al loro servizio anche spie, scienziati ed armi speciali quali forze d'elite e perfino la bomba atomica.

Ogni fazione ha un contenitore (un sacchetto) dentro al quale sono conservati i vari segnalini delle unità militari da pescare e schierare nei vari spazi battaglia che sono Terra, Mare e Terra/Mare, occupabili esclusivamente dalle forze armate compatibili. Il giocatore piazza le unità negli spazi battaglia delle campagne militari di ciascuno dei 5 teatri delle operazioni, avanzando così sul tracciato battaglia ed ottenendo ulteriori eventuali benefici quali unità di riserva, armi speciali, azioni di bombardamento, vantaggio tattico o strategico e, ovviamente, punti vittoria.

Man mano che campagne e teatri di guerra si chiudono, ossia quando non ci sono più spazi battaglia disponibili o viene raggiunto uno degli ultimi spazi del tracciato battaglia, i giocatori guadagnano punti vittoria, avvicinandosi al termine della partita; se all'inizio del turno di un giocatore non ci sono più unità disponibili nella propria riserva segreta quest'ultimo perde istantaneamente. Vince il giocatore che raggiunge i 25 punti vittoria o in ogni caso colui che ha totalizzato il punteggio più alto. La variante in solitario, cura da Dàvid Turczi, ripercorre le stesse meccaniche di gioco, ma si gioca contro giocatore dotato di Intelligenza Artificiale che presenta diversi livelli di difficoltà.

Un gioco semplice e leggero, ma nel complesso veramente interessante, che invita a ripercorrere, nelle poche decine di minuti di durata di una partita, le vicende della Seconda Guerra mondiale, che prese il via ufficialmente il 7 dicembre 1941, "un giorno che vivrà nell'infamia", come lo definì davanti al Congesso americano il presidente Usa Franklin Delano Roosevelt, annunciando di aver dichiarato guerra all'Impero Giapponese all'indomani del devastante attacco giapponese di Pearl Harbor contro la flotta statunitense.

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