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Tax Credit Videogiochi, Iidea: 'Può cambiare il settore'

  • Scritto da Daniele Duso

La nuova misura, secondo l'associazione degli sviluppatori di videogiochi italiani, 'può cambiare il settore, ma servono più risorse nel 2022'.

Si concretizza la misura pensata dal Ministero della Cultura italiano a supporto dell'industria videoludica italiana. Il Tax Credit Videogiochi offre alle imprese del settore la possibilità di accedere a un credito d'imposta, per la produzione di videogiochi, pari al 25percento delle spese di sviluppo, fino a 1 milione di euro per impresa.

TAX CREDIT VIDEOGIOCHI - La misura in questione è un'ampliamento di una analoga disposizione che da cinque anni supporta il comparto cinematografico, al quale si aggiunge ora anche una quota dedicata agli studi di sviluppo di videogiochi. La prima sessione del Tax Credit Videogiochi è stata aperta il 15 dicembre e si chiuderà a mezzanotte del 31 gennaio 2022 con tutte le imprese interessate che possono fare domanda attraverso il portale online Dgcol, presente sul sito della Dg Cinema e Audiovisivo. 

Un'apertura salutata con soddisfazione da Iidea, l'associazione di categoria che rappresenta l'industria dei videogiochi in Italia, che ha collaborato e, assicura in un comunicato, continuerà a lavorare fianco a fianco con la Direzione generale cinema e audiovisivo del Mic "per favorire il successo di questa misura", riporta la nota di Iidea, "diventata operativa soltanto oggi a distanza ormai di cinque anni dalla sua prima introduzione nella Legge Cinema del 14 novembre 2016".

PUÒ CAMBIARE IL SETTORE - "Il Tax Credit Videogiochi è uno strumento di sostegno all'industria dei videogiochi che è stata già adottato con successo in tanti paesi europei, che consente di attrarre investimenti importanti e di creare centinaia di nuovi posti di lavoro altamente qualificati. Si tratta dunque di una misura potenzialmente in grado di cambiare il settore in Italia. La sua entrata in vigore rappresenta un grande passo avanti per il nostro Paese e per questo Iidea ringrazia il Ministro Dario Franceschini e la Sottosegretaria Lucia Borgonzoni, e naturalmente la Direzione generale cinema e audiovisivo del Mic che ormai da mesi è al lavoro sul Tax Credit Videogiochi".

Un settore, quello italiano (nella foto di copertina una delle realizzazioni più redenti e spettacolari, "Baldo: the guardian owls") del quale attualmente non ci sono dati precisi, come ha ricordato Marco Saletta, presidente di Iidea qualche settimana fa in un articolo pubblicato sulla nostra rivista Gioconews, aggiungendo che "alcune stime ritengono che attualmente sia tra gli 80 e i 100 milioni di euro". Diversamente dati molto precisi ci sono per il mercato videoludico, che in Italia vale 2,2 miliardi di euro (dati 2020), con un +22% rispetto all'anno precedente e un probabile nuovo balzo in avanti anche in questo 2021.

POCHI 5 MILIONI - "La dotazione finanziaria per il primo anno, tuttavia", continua la nota di Iidea, "è pari a soli 5 milioni, per effetto del decreto di ripartizione del Fondo cinema e audiovisivo del 5 febbraio 2021. Una dotazione decisamente al di sotto di quanto fanno nel resto d'Europa: non pensiamo soltanto alla Francia apripista o alla Germania con i suoi 50 milioni l'anno, ma anche a paesi più piccoli come nel caso più recente, l'Irlanda che lo scorso ottobre ha annunciato l'istituzione di un credito d'imposta per i videogiochi che riconoscerà fino a 25 milioni di euro per singola produzione".

"È dunque evidente che la copertura finanziaria prevista dall'Italia è gravemente insufficiente e se vogliamo che il nostro Paese sia realmente competitivo in questo settore e capace di attrarre maggiori investimenti da parte delle imprese italiane e dei grandi publisher internazionali, dobbiamo puntare ad aumentare la capienza della misura a partire dal prossimo decreto di ripartizione del Fondo cinema e audiovisivo 2022, tanto più ora che il fondo in oggetto è stato recentemente finanziato in Legge di Bilancio con la cifra record di 750 milioni di euro, e a rimuovere o innalzare sensibilmente l'attuale limite di 1 milione per impresa".

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